“Non siete stati voi, servi, che avete noleggiato, costumi da sovrani, con soldi meritati (…) e ciascuno di voi, implicato in ogni sorta di reato fissa il magistrato e poi giura su Dio…non sono Stato io!” Non siete Stato voi – Caparezza
Credo fermamente nella Costituzione Italiana, non perché sia filo-italiano, in un periodo in cui molti si fanno ultras nazionalisti, ma perché in questo Stato sono nato, e di questo Stato accetto le sue regole. Anche se, guardate bene in che Stato ci hanno ridotti!
Credo nella giustizia, anche se, essendo fatta da uomini per gli uomini (ubi civitas ivi ius), ha in sè moltissime lacune e altrettante contraddizioni. Di conseguenza, credo che tutti i cittadini, ma proprio tutti, indipendentemente dalla posizione che ricoprano o dal loro status sociale, siano assoggettati alla giustizia, e non al di sopra di essa.
Credo che gli italiani, forse non tutti, ma certamente la maggioranza, abbia la memoria estremamente corta. Che con noncuranza le persone rimuovano fatti di vita reale, ricordando magari chi era il primo personaggio di un reality show, ma scordando le porcherie e i torti che ci sono stati fatti, a favore di promesse dell’ultima ora. Promesse che non vengono puntualmente mantenute e, se sì, ad un prezzo esorbitante. Fatti di cronaca, di politica e di economia, truschini e imbrogli che vengono buttati in un dimenticatoio generale, tanto così si vive meglio.
Credo che chi, per difendersi, usa catalogazioni più o meno consistenti e più o meno credibili (comunista, bigotto, ecc…), sia in realtà una persona che non ha valide argomentazioni per intavolare una discussione equilibrata, volendo a tutti i costi imporre la propria ragione. Queste persone, credo, sappiano in cuor loro di essere nel torto, ma di non poterne sopportare le conseguenze.
Credo in Dio, nella Santissima Trinità e di conseguenza credo di essere cattolico, anche se il cattolicesimo ha i suoi limiti e le sue lacune. Credo infatti che il miglior modo per capire, dubitare e a volte criticare sia starci nel mezzo, conscio che la Chiesa è fatta di persone, e che queste, come me, non siano infallibili, anzi…
Conseguenza di tutto ciò è che credo che per poter cambiare ciò che non mi convince, che non apprezzo o che proprio mi fa schifo sia prendere parte, pur con le dovute cautele, al cambiamento, cominciando da me, dalle quattro mure domestiche per le quali pago regolarmente l’affitto ogni mese, dalla persona che amorevolmente le divide con me e le altre che, anche loro malgrado, con me hanno a che fare, in un modo o nell’altro.
Credo infine che la prepotenza dia cariche importanti e soddisfazioni oggi, ma prezzi alti da pagare, prima o poi. E credo che mi piacerebbe essere tra quelli che, al momento opportuno, vedono la faccia dell’arrogante di turno quando si trova di fronte al conto da pagare.
Credo alle fate, agli gnomi, ai folletti e a tutte quelle cose che mi garantiscono la fantasia che ogni giorno mi fa apparire il mondo meno duro, grazie a quegli speciali occhiali che me lo fanno vedere con gli occhi trasparenti di un bambino. Credo alle montagne, alla loro paziente imponenza, così maestosa e pacifica, che non conoscono l’arroganza se non quella di chi le sfida credendo di riuscire a domarle come docili agnellini.
Ah, dimenticavo. Credo che scrivere in poche righe gran parte del mio credo sia di per se riduttivo e svilente. Ma credo altresì che quanto scritto rimanga, casomai un giorno diventassi anch’io uno di quelli che, per un bieco interesse momentaneo, dimenticano ciò in cui credono.
Immagine da web
Le voci nel bosco